Nel paese delle tazzine selvagge. Un'intervista a Kebab&Proust
- 5 nov 2018
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 11 mar 2025
Abbiamo approfittato del takeover delle scorse settimane per scambiare qualche battuta con Kebab&Proust sul loro progetto e sul difficile rapporto tra letteratura e Instagram: una miscela di letture e tazzine per tutti i gusti.

Raimo, Latte (Minimum Fax) 
Calvino, Prima che ti dica "Pronto" (Arnoldo Mondadori) 
Starnone, Lacci (Einaudi) 
Melissa P., 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire (Fazi Editore) 
Sartre, La nausea (Mondadori) 
Riba, Un giorno per disfare (66th and 2nd) 
Gadda, Un gomitolo di concause (Adelphi) 
Mastrocola, L'esercito delle cose inutili (Einaudi) 
Cioran, Al culmine della disperazione (Adelphi)
Come è nata l’idea di Kebab & Proust? Come mai questo nome?
L'idea è nata quando tutte e tre abbiamo consegnato la tesi e ci siamo accorte di aver bisogno di un piano b per il nostro nero futuro. Il nome è arrivato in maniera totalmente randomica nel tentativo ossimorico di accoppiare una pietanza e un autore.
Pubblicate più post ogni settimana e avete intensificato l’uso delle storie Quante ora vi impegna lo sviluppo di K&P?
Lo sviluppo di K&P non ci occupa molto tempo. Le foto sono frutto di momenti di ispirazione o di condivisione di un titolo che potrebbe prestarsi all'ironia della pagina.
Finora quale è stata la risposta? I follower si dimostrano attivi?
I follower sono sempre in aumento e ci inviano tantissime FAN ART, che custodiamo preziosamente in una cartella di storie.
L’ironia delle pubblicazioni spesso mi ha ricordato l’umorismo di Existential Comics. Corey Mohler desidera rendere la filosofia e cultura digitale più accessibili e popolari. Mi sembra che le premesse Di K&P siano differenti.
Questo accostamento ci fa molto piacere, ma le premesse sono totalmente differenti. K&P non nasce con l'obiettivo di rendere la letteratura più popolare, ma è stata creata per contrastare la tendenza a rendere i libri "instagrammabili" con le classiche foto di fianco alla tazzina che fanno tanto catalogo Ikea. Cerchiamo solamente di portare un po' di ironia e, soprattutto, di auto-ironia.
Quali sono i contenuti di cui fareste a meno su Instagram?
Come detto precedentemente, le classiche foto di libri patinate con la tazzina e i pancake a fianco.
Molte organizzazioni culturali italiane stanno intensificando la loro presenza digitale. Quale casa editrice sta proponendo a vostro avviso la strategia digitale più innovativa o interessante?
Stava andando bene l'Einaudi, ma poi hai rovinato tutto creando il profilo circa una settimana fa. A parte gli scherzi, non abbiamo particolarmente a cuore l'intento di valutare quale sia la strategia di social marketing più accattivante delle varie editrici perché la comunità virtuale di cui ci sentiamo più o meno partecipi non è solamente quella del cosiddetto “litweb”, ma soprattutto quella delle pagine che tendono ad adottare lo stesso tipo di procedimento di ironia, come Cartoleena o Fontanesi.






