Breve storia del sangue: “Castas” e identità decoloniali
- 11 giu 2024
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 6 lug
di DENISE HERMO

"CASTAS" è una serie di opere smaltate in pietra e ceramica che ritrae persone di origini miste. Attraverso i loro volti, Denise Hermo affronta le gerarchie imposte dalle classificazioni razziali coloniali, invitando a una riflessione sulle strutture di potere che hanno plasmato e continuano a influenzare le nostre società.
La serie trae ispirazione dalla pittura di casta, una forma d'arte sviluppata nelle colonie spagnole dell'America Latina tra il XVII e XVIII secolo. Questi dipinti raffiguravano le diverse combinazioni razziali risultanti dagli incroci tra europei, indigeni e schiavi africani, suddividendole in categorie rigide. Le categorie erano ugualmente elencate in modo dettagliato in numerosi documenti ufficiali:
De blanco e indía, mestizo
De español con negra, mulato
De indio con negra, zambo
De mulata con blanco, morisco
De indio con mestiza, cholo o coyote
De mulato con india, chino.
Zetaesse, Castas - Theresa Zetaesse, Castas - Linda
Questo impulso alla classificazione rinforzava una gerarchia sociale basata sulla nozione di limpieza de sangre, la purezza del sangue, dove il sangue più puro era associato a un più alto rango sociale. Il concetto, promosso dall'Inquisizione nella penisola iberica già prima del viaggio di Colombo verso le Americhe, era utilizzato inizialmente per distinguere tra "cristiani vecchi" e "cristiani nuovi" (arabi ed ebrei) e fu poi esportato nei nuovi territori dell’impero. Durante il periodo coloniale spagnolo, in Argentina e in molte altre regioni, l'appartenenza a una determinata casta coloniale permetteva l’accesso a specifiche posizioni e privilegi.
Zetaesse, Castas - Samuel Zetaesse, Castas - Rino Zetaesse, Castas - Felipe Zetaesse, Castas - Brenda
La riflessione sulla decolonizzazione e sul concetto di identità è parte di un viaggio personale della designer e artista, mentre osserva il suo paese d’origine, l’Argentina, da lontano. Attraverso la sua arte, Hermo traccia una genealogia personale e collettiva, riconoscendo la frammentazione delle identità moderne e cercando di decostruire i meccanismi che influenzano le nostre convinzioni. I volti rappresentati in "CASTAS", infatti, non si conformano agli schemi coloniali, ma esprimono l'eterogeneità della loro biografia e aprono la strada a una comprensione più profonda e sfumata dell'esperienza umana, senza imbrigliare o limitare la sua complessità.
*DENISE HERMO
Denise Hermo è una designer e ceramista argentina con base a Bruxelles. Dopo aver completato gli studi in pubblicità e direzione artistica a Buenos Aires, ha orientato la sua carriera verso il design grafico. L'integrazione di tecniche analogiche e l'inclusione dell'artigianato nel suo lavoro l'hanno portata a scoprire il mondo della ceramica nel 2017, mentre si trovava a Bruxelles. Il suo lavoro è influenzato dalle culture popolari e tribali dell'America Latina, con un impegno a riflettere sulla decolonizzazione, le identità e i discorsi femminili. Ogni opera è realizzata con l'intento di ottenere un buon equilibrio tra vecchio e nuovo, pensiero e gioco, individuale e collettivo.






