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Ten Olivetti Tables

di FEDERICO FEDERICI





Il sedimento di Ten Olivetti Tables (Olivetti Studio 46 su carta Olivetti 130×185 mm, 20-23 aprile 2020) è formato da un composto disaggregato di cinque lingue: inglese (24 parole), tedesco (14 parole), danese (3 parole), svedese (2 parole) e italiano (1 parola).

La sequenza, nel suo complesso, offre un ritratto psicologico dell'artista all'opera tra le metriche visive di strutture formali ben definite.

Le metamorfosi spontanee delle lingue seguono la legge secondo cui A è o può essere B. Ne deriva l'abbandono del dualismo parola|errore, rimpiazzato da un'assolutezza di fondo del significare.

Aprendo un varco nell'ordine (orden) testuale che puntella, lasciandosi comprimere, o perdendo alcune lettere nella trasmutazione di altre, la parola (ord) attiva il potenziale di un testo interamente nuovo.

Ogni parola è un'aquila (ørn) che nidifica in cima all'Yggdrasill, l'albero cosmico della mitologia norrena. Capace di librarsi in alto senza che la piena luce del sole la accechi, afferra la verità profonda dello spirito, sopportando la vertigine del mondo che sorvola.

Scrivere parole diventa allora l'atto radicale e sovversivo di chi proprio quelle parole affranca dalle lingue, prima che ne risultino consumate.





DIZIONARIO MINIMO


Tedesco

Acht: otto

Dorn: spina

Drei: tre

Eins: uno

Einsamkeit: solitudine (ein (uno) -sam (della stessa natura di) + -keit, da -heit, antico termine germanico a indicare la qualità)

Erde: terra, terreno

Feind: nemico

Fünf: cinque

Himmel: cielo

Neun: nove

Null: zero

Sechs: sei

Sieben: sette

Vier: quattro


Danese

Ord: parola

Orden: ordine

Ørn: aquila


Italiano

Rumore: rumore


Svedese

* är tyst: * è silenzioso





*FEDERICO FEDERICI

Federico Federici si occupa di arte concettuale, scrittura e fisica. Suoi lavori sono usciti su «3:AM Magazine», «Art in America», «BAU», «Diagram», «Jahrbuch der Lyrik», «The Manhattan Review», «Ós Pressan», «Poet Lore», «Sand», «Il Segnale», «Semicerchio», «The Shanghai Literary Review», «Smeriliana» e altre. Tra i libri: L'opera racchiusa (2009, Premio Lorenzo Montano); lùmina (La Camera Verde 2012); Appunti dal passo del lupo, a cura di Eugenio De Signoribus (Quaderni della Luna 2013); Mrogn (2017, Premio Elio Pagliarani); Parabellum (Nervi 2017); A private notebook of winds (LN 2019); Transcripts from demagnetized tapes (LN 2021); Lettere d'amore a Peter Rabbit, a cura di Paolo Giovannetti (Zacinto 2021); Profilo Minore, a cura di Andrea Cortellessa (Aragno 2021), Misura del sonno/MAß DES SCHLAFES (Anterem2021).

federicofederici.net