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Pocket foto #2

di GIANLUCA COLITTA



Secondo appuntamento con le pocket foto di Gianluca Colitta. Una raccolta di scatti che - attraverso la mediazione dello smartphone - registra lo straniamento del passeggiatore contemporaneo di fronte alla città, e solleva l’immagine dalla percezione della sua inquadratura.

Pocket foto #1

Se una cosa vuole essere fotografata significa che non vuole consegnare il suo senso, che non vuole riflettersi. Vuole solo essere captata direttamente, violata sul posto, illuminata nel suo dettaglio. Se qualcosa vuole diventare immagine non è per durare, è per sparire meglio. E il soggetto non è un buon medium se non entra in questo gioco, se non esorcizza il suo proprio sguardo e il suo proprio giudizio, se non gode della sua propria assenza. È la trama stessa dei dettagli dell’oggetto, delle linee, della luce, che deve significare questa interruzione del soggetto, e dunque questa irruzione del mondo, che crea la suspense della foto. Tramite l’immagine il mondo impone la sua discontinuità, il suo frazionamento, la sua istantaneità artificiale. In questo senso l’immagine fotografica è la più pura, perché non simula né il tempo né il movimento e si attiene all’irrealismo più rigoroso. Tutte le altre forme di immagine (cinema, video, ecc.) sono solamente forme attenuate dell’immagine pura e della sua rottura con il reale.L’intensità dell’immagine è commisurata alla sua negazione del reale, all’invenzione di un’altra scena. Fare di un oggetto un’immagine è togliere a esso una a una tutte le sue dimensioni: il peso, il rilievo, il profumo, la profondità, il tempo, la continuità, e ovviamente il senso. È a prezzo di questa disincarnazione che l’immagine acquista questo potere di fascinazione, che diventa medium dell’oggettualità pura, che diventa trasparente a una forma di seduzione più sottile.

JEAN BAUDRILLARD, Patafisica e Arte Del Vedere, 2002


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*GIANLUCA COLITTA

È un autore e regista. Dal 2004 a oggi ha realizzato vari corti, che si distinguono per una narrazione particolarmente rarefatta, diverse performance e video-installazioni e un libro. I suoi lavori sono stati proiettati e rappresentati a Roma, Milano, Lecce, Cosenza, Bruxelles, Pechino, Bucarest, Eugene e Glasgow. Vive a Roma, non sempre stabilmente.

www.gianlucacolitta.com

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ISSN 2611-5433

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