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( ARCHIVIO )
ARTICOLI, FOTOGRAFIE, STORIE, INTERVISTE


Carte d'imbarco #17
DIEGO FERRANTE | Da bambini s'impara subito. Trattenere il fiato. Ascoltare i passi. Capire se si è stati scoperti e quando è il momento di correre. Il nascondino ha una grammatica precisa. Insegna a prevedere le mosse degli altri, a scegliere quando restare fermi e quando fuggire. Poi si cresce e ci si convince di avere smesso. Ma certe situazioni riportano intatta quella sensazione – cercare con lo sguardo le uscite, valutare le distanze, misurare quanto si può stare ancor


Carte d'imbarco #16
ILARIA D'ADAMO | Un tuffo. Un’ultima boccata d’aria. La luce diventa più gentile, i suoni più distanti, il corpo più leggero. Per un attimo i pensieri si allontanano per poi tornare in un pendolo surreale in cui si cade verso un fondo che pare senza fine e poi si è sorpresi da una dolce risalita. Rock Bottom è un album che Robert Wyatt concepì dopo un evento drammatico: nel giugno 1973, durante una festa, cadde dal terzo piano e perse l’uso delle gambe.


Carte d'imbarco #15
ALESSANDRA D'ANTONIO | Non è più il caldo torrido. Non è l’indaco arancio-rosato del cielo alle nove di sera e quella curiosa percezione di un tempo dilatato. Non sono più i gelati o i ghiaccioli. I rivoli di sudore o l’epifania attesissima delle zanzare. Oramai da due anni, nessuno di questi segnali mi annuncia più l’inizio ufficiale dell’estate. I messaggeri silenziosi dell’avvenuto ingresso nella stagione del sole battente sono in casa mia degli esserini cilindromorfi e an


Carte d'imbarco #14
MARTINA-CHIARA BIAGI | INel nuovo album di Raye, quasi più teatrale che semplicemente musicale, mi è sembrato di trovare una perfetta trasposizione di quella sensazione che Hector in “The History Boys” descrive più o meno così: quando leggiamo e troviamo qualcuno che prova quelle stesse emozioni che credevamo più intime, è come se una mano uscisse dalle pagine e stringesse la nostra, dicendo «Non sei solo».


Carte d'imbarco #13
EDMONDO GRASSI | Il punto di vista di chi osserva una relazione dall’esterno assume sempre delle angolazioni sfalsate, parziali, inciampanti, collocate dietro un angolo, attraverso lo spiraglio di una porta, da un gradino di una scalinata con uno sguardo trasversale, dal riflesso di una superficie opaca.


Talking (to) walls
GIANLUCA COLITTA | Le fotografie catturano l'emergere di segni nascosti, visibili solo a uno sguardo attento, come una vita che viene fuori

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